WILLOW



Dalle fauci del leone era visibile una luce argentata, come se tra i suoi denti nascondesse qualcosa di potente ma estremamente delicato; il suo portamento faceva pensare ad un importante gioiello, eppure si trattava solo di una mela...
Egli si avviava verso un grande salice, collocato nella capitale delle Sette Isole Orientali di Narnia, camminando lentamente, a testa alta, come se niente e nessuno potesse intralciare il suo percorso.
Il maestoso salice, i cui rami arrivavano a sfiorare terra, pareva quasi una grossa dimora verde vista in lontananza; all'arrivo del leone, la pianta rivelò una figura dalle sembianze quasi umane, ma caratterizzata da foglie e rami al posto di carne e ossa. Ella stava in silenzio, senza osare rivolgergli lo sguardo, lasciando che le fronde ricadessero sul proprio viso, celandolo, quasi come una folta chioma verde.
« Dalla terra e dal tuo sangue, qui nascerà Colei destinata a proteggere segretamente il cammino verso il mio Regno. »
Disse, dopo aver lasciato il frutto d'argento ai piedi dell'albero.
La voce del leone era delicata, piacevole da sentire, e trasmetteva un enorme senso di sicurezza e protezione. Poi un ruggito, un ruggito terrificante fece eco tra i lunghi rami di quell'albero, e la mela – ancora a terra, accanto alle radici – iniziò a marcire velocemente.
Dallo stesso punto, emanò una luce verde, accompagnata dal pianto di una bambina nascosta in una sfera di radici ed erba.
Soddisfatto, il leone si incamminò per andarsene, svanendo dalla vista della driade del primo salice piangente di Narnia.



La Strega Verde dell'isola di Brenn fu accudita dalla Driade di un salice nei dintorni della capitale delle Sette Isole dell'Oceano Orientale di Narnia: Redhaven. Priva d'un identità, fu proprio da quel salice che ella si adattò al nome “Willow”, vivendo tra la flora e la fauna del territorio per secoli... O probabilmente millenni? Lei stessa ha oramai scordato da quanto tempo sia stata “creata”.


A questa strega non venne insegnato come praticare la magia, bensì fu lei stessa ad alimentare le sue capacità con l'andare del tempo. Faticosamente, ma con successo.
Essendo una così detta “strega verde”, il suo potere è prevalentemente concentrato sull'utilizzo di piante, fiori ed erbe; inoltre conosce e ammira gli animali, instaurando legami e forti connessioni con loro (aiutò diverse bestioline a mantenere la conoscenza della parola durante l'invasione dei Telmarini).
Nonostante le azioni citate, come aiutare animali ed alberi, dare per scontato che tale strega sia effettivamente “buona” sarebbe in realtà un grave errore: così come altre streghe di Narnia, Willow fu tentata a sua volta dal potere. In questo caso, però, lasciò perdere molto presto; si rese conto di non aver bisogno d'essere potente per procedere con la sua vita senza alcun tipo di divergenza, per di più predilige la solitudine, e si dia il caso che questa strega sia apparentemente troppo “pigra” per responsabilità così grandi come l'essere potenti e quant'altro...
Tra le varie azioni discutibili da lei compiute, alcune voci girano nei pressi di Redhaven: strega portatrice di morte, divoratrice di uomini e bestie. Leggenda vera solo per metà! Si può confermare che questa donna abbia indubbiamente “divorato” carne umana, principalmente di uomini (verso cui nutre un irrefrenabile odio), ma mai una volta ha osato ferire una povera bestia. Sfortunatamente, però, è stata avvistata diverse volte in presenza di animali morti. La verità? Sono loro, su punto di morte, che vanno sempre a cercarla e lei, purtroppo, è inconsapevolmente in grado di percepire l'arrivo della morte stessa, di conseguenza si ritrova spesso ad andare loro incontro.


W: « Dovete lasciare che io lo segua. Non potrà sopravvivere su un'altra terra, soprattutto se è a lui sconosciuta. È solo un ragazzino... »
A: « E allora il destino della morte lo accoglierà. Non ti è permesso andartene, tu appartieni a Narnia. »
W: « Affatto! Io non appartengo a questo luogo. La mia natura non coincide con i colori, la gentilezza e la delicatezza di Narnia. Sono una strega di Charn, figlia di Lilith, ne sono convinta. »
A: « Le tue convinzioni e la tua sfiducia nei miei confronti ti illudono: tu sei figlia mia, così come tutti gli esseri viventi da me creati su questa vasta terra. Dal suo inizio alla sua fine, là dove il bordo apre i cancelli del mio regno per le anime che tu sei destinata ad accompagnare. Per questo ti ho creata, e sarai dedita al tuo dovere anche nella Nuova Narnia. »
W: « E allora io ti rinnego come padre, poiché la tua natura narcisistica lascia accadere gravi disgrazie su questo mondo, mentre tu rimani impassibile a guardare da chissà dove! »
Un terribile silenzio cadde attorno ai due, per poi essere interrotto dal suono di quel ruggito spaventoso. Il possente leone fece sparire la figlia del Salice così come l'aveva creata.